Volontari italiani rapiti in Somalia
Pubblicato il 21 maggio 2008 da AnaE’ accaduto stamattina, ad Awdhegle, circa 65 km da Mogadiscio. Si tratta di Iolanda Occhipinti, amministratrice di progetto, e Giuliano Paganini, un senior agronomist, due cooperanti italiani dell’ONG Cins (Cooperazione internazionale nord sud).

Insieme a loro è stato anche sequestrato un operatore locale umanitario, Abderhman Yusuf.
La notizia del loro rapimento era stata diffusa da alcuni media locali, poi è stata confermata ufficialmente dall’Unità di Crisi della Farnesina.
I rapiti stavano lavorando ad un progetto di cooperazione cofinanziato dalla Comunità Europea e dalla Fao.
Secondo quanto testimoniato da un anziano del villaggio di Awdhigle, alcuni uomini armati a bordo di tre fuoristrada avrebbero attaccato all’alba gli uffici della Cins, e i tre cooperanti sarebbero stati portati via bendati. Anche un rappresentante dell’ONG ha dichiarato: I rapitori, dopo aver neutralizzato le guardie, sono entrati all’interno degli uffici dell’ong, hanno messo una benda agli occhi ai tre e li hanno portati via.
Non è la prima volta che in Somalia si verifica un evento del genere; in genere viene richiesto il pgamento di un forte riscatto in cambio della liberazione dei prigionieri.
Attualmente, altri due cittadini, un keniano e un britannico, sono ancora in mano di sequestratori, dall’aprile di quest’anno, e la settimana scorsa un lettore keniano dell’università somala è stato rapito.
La Somalia vive una delle situazioni politiche più complicate e drammatiche al mondo: il conflitto è tra il Governo federale transitorio – sostenuto dalle truppe etiopi – ed un’opposizione incentrata sull’Unione delle Corti islamiche: sono all’ordine del giorno gli attentati terroristici, e il rischio di rapimenti a danno di operatori stranieri è sempre elevatissimo.
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