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La Cina ritira l’obbligo di un solo figlio per i terremotati

Martedì 27 Maggio 2008

Il governo cinese ha sospeso l’obbligo, per i terremotati, di avere un solo figlio.

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Il quotidiano in lingua inglese ‘Chengdu Evening’ ha dato l’annuncio proprio oggi, in cui si specifica che coloro i quali abbiano perso il loro figlio, o figlia, a partire dal 12 maggio scorso, potranno averne un altro.
Nel quotidiano, pubblicato a Chengdu, capoluogo della provincia del Sichuan, la più colpita dalla catastrofe, si specifica anche che il provvedimento non modifica la legge del figlio unico, ma introduce semplicemente una serie di chiarimenti sull’attuazione della legislazione già in vigore.
L’opportunità di avere un altro figlio potrà essere sfruttata, però, solo previa presentazione di domanda scritta all’Ufficio Nazionale per la Pianificazione Familiare, attaverso le sue filali locali.

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Soccorritori nel fango e omaggio alle vittime in Cina

Martedì 20 Maggio 2008

E’ passata esattamente una settimana dalla prima scossa di terremoto che ha devastato il Sichuan, in Cina, provocando sin’ora circa 72 mila vittime.

cina-sichuan-terremoto-aiuti Soccorritori nel fango e omaggio alle vittime in Cina

Oggi il governo cinese ha indetto tre giorni di lutto nazionale e migliaia di cinesi si sono radunati intorno alla bandiera nazionale a mezz’asta in Piazza Tiananmen, a Pechino. Alla medesima ora in cui avvenne il terremoto, 14.28 ora locale (8.28 in Italia), sono stati osservati tre minuti di silenzio in ricordo delle vittime. Sospeso anche il percorso della fiaccola olimpica e altri spettacoli di intrattenimento; non si arresta, invece, la polemica sulla presunta decisione del governo di sospendere qualunque trasmissione televisiva che non parli del terremoto.

Nel frattempo l’emergenza continua.

La polizia sta cercando di informare tutti i cittadini, anche coloro i quali non hanno tv o mezzi di conunicazione alternativi, che una nuova scossa di terremoto tra i 6 e i 7 gradi Richter potrebbe colpire la Cina nelle prossime ore. Intanto, notizia dell’ultimora riguarda circa 158 soccorritori, che sono stati travolti da un’ondata di fango mentre cercavano di portare aiuti nella provincia di Sichuan.

Tanti gli aiuti che stanno arrivando nel paese: alcune squadre di esperti provenienti da Russia, Corea del Sud, Giappone, Singapore, Taiwan e Hong Kong e poi vi sono paesi che si sono attivati per far arrivare in tempi ridotti le tende, il cibo, l’acqua e le medicine sollecitate dal governo di Pechino, tra cui Italia, Russia, Spagna, Pakistan, Singapore e Filippine, Taiwan e Giappone.

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Terremoto in Cina: sale il numero delle vittime

Martedì 13 Maggio 2008

E’ stato definito come il più grave sisma da 32 anni, dopo quello del 1976 che provocò la morte di 240.000 persone nella città di Tangshan, in Hebei (nord-ovest della Cina).

terremoto-cina-vittime Terremoto in Cina: sale il numero delle vittime

Il terremoto di 7,8 gradi Richter che ieri ha devastato una regione della Cina sud-occidentale ha causato sin’ora 12.000 morti, anche se il numero è condannato ad aumentare, soprattutto man mano che l’esercito cinese si avvicina all’epicentro del terremoto, a Wenchuan, rimasta isolata.
Nel Sichuan, precisamente nella contea di Beichuan, è crollata una scuola, causando circa un migliaio di vittime, tra professori e studenti; la città, situata a più di tremila metri di altezza, necessita immediatamente di tende, cibo e medicine, secondo quanto affermato da un alto funzionario di Wenchuan.
Un’altra scossa di assestamento si è verificata nel pomeriggio ora locale (8.10 in Italia) di 6,1 gradi della scala Richter a Chengdu, capoluogo della provincia del Sichuan.

La Cina ha oggi ufficialmente accettato gli aiuti offerti dalla comunità internazionale, come annunciato dal Ministro degli Esteri cinese Qin Gang nel corso di una conferenza stampa a Pechino.

Gli italiani presenti nella regione, 35 in tutto, stanno bene e hanno incontrato ieri stesso l’ambasciatore Riccardo Sessa. Nel frattempo, il Presidente Silvio Berlusconi ha dato il via libera ai soccorsi italiani.

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