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Cooperanti rapiti in Somalia: nessuna notizia, solo silenzio

Domenica 15 Giugno 2008

Sono passate ormai più di tre settimane da quando i due cooperanti italiani del Cins (Cooperazione italiana Nord-sud), Jolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, sono stati rapiti in Somalia.

Cooperanti rapiti in Somalia: nessuna notizia, solo silenzio

Non si é avuta più alcuna notizia sulle loro condizioni di salute, nè sulle condizioni per il loro rilascio.
Il presidente delle ONG italiane Sergio Marelli considera questo lungo silenzio allarmante: Sembra quasi che i sequestri siano cronicizzati, un po’ come la situazione politica in Somalia, terra di nessuno da diciotto anni, e questo non deve assolutamente passare. Marelli denuncia ed accusa, seppure indirettamente, la modalità con cui il governo sta trattando il caso del rapimento, dando poca attenzione all’accaduto.
Il presidente delle ONG ha aggiunto: Ci avevano detto e spiegato e garantito che sarebbe stato un sequestro lampo, qualcosa che si sarebbe risolto in pochi giorni, questione di ore. Per questo abbiamo rispettato il silenzio stampa richiesto dalla Farnesina. In questo silenzio però, lungo ormai 22 giorni, accade che dei nostri cooperanti non si sappia più nulla; che il disinteresse nell’opinione pubblica sia totale e che ci siano informazioni circa il passaggio di mano degli ostaggi da una banda all’altra. E capiamo tutti, perché la cronaca degli ultimi anni ce lo racconta, che quando c’è un passaggio di mano il sequestro molto probabilmente assume una valenza diversa da quella per cui è stato ideato. Pur nel rispetto delle trattative è un silenzio dannoso che rischia di togliere l’attenzione.

La rete delle ONG italiane ha sottoscritto un appello, il 10 giugno, che è stato tradotto in somalo e diffuso dalla Bbc e via web. Per ora non ci sono state reazioni di alcun genere. Non possiamo che denunciare e ribellarci con i nostri mezzi a questa impotenza generalizzata che sa di rassegnazione e fatalismo, ha concluso Marelli

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Volontari italiani rapiti in Somalia

Mercoledì 21 Maggio 2008

E’ accaduto stamattina, ad Awdhegle, circa 65 km da Mogadiscio. Si tratta di Iolanda Occhipinti, amministratrice di progetto, e Giuliano Paganini, un senior agronomist, due cooperanti italiani dell’ONG Cins (Cooperazione internazionale nord sud).

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Insieme a loro è stato anche sequestrato un operatore locale umanitario, Abderhman Yusuf.
La notizia del loro rapimento era stata diffusa da alcuni media locali, poi è stata confermata ufficialmente dall’Unità di Crisi della Farnesina.
I rapiti stavano lavorando ad un progetto di cooperazione cofinanziato dalla Comunità Europea e dalla Fao.

Secondo quanto testimoniato da un anziano del villaggio di Awdhigle, alcuni uomini armati a bordo di tre fuoristrada avrebbero attaccato all’alba gli uffici della Cins, e i tre cooperanti sarebbero stati portati via bendati. Anche un rappresentante dell’ONG ha dichiarato: I rapitori, dopo aver neutralizzato le guardie, sono entrati all’interno degli uffici dell’ong, hanno messo una benda agli occhi ai tre e li hanno portati via.
Non è la prima volta che in Somalia si verifica un evento del genere; in genere viene richiesto il pgamento di un forte riscatto in cambio della liberazione dei prigionieri.
Attualmente, altri due cittadini, un keniano e un britannico, sono ancora in mano di sequestratori, dall’aprile di quest’anno, e la settimana scorsa un lettore keniano dell’università somala è stato rapito.

La Somalia vive una delle situazioni politiche più complicate e drammatiche al mondo: il conflitto è tra il Governo federale transitorio - sostenuto dalle truppe etiopi - ed un’opposizione incentrata sull’Unione delle Corti islamiche: sono all’ordine del giorno gli attentati terroristici, e il rischio di rapimenti a danno di operatori stranieri è sempre elevatissimo.

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