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Sempre più diffuso l’uso di cocaina e cannabis. Anche in Parlamento

Mercoledì 25 Giugno 2008

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Carlo Giovanardi, ha presentato la relazione annuale sullo stato delle tossicodipendenze in Italia relativa al 2007.

Sempre più diffuso l\'uso di cocaina e cannabis. Anche in Parlamento

Secondo il ministro in Parlamento c’è la cocaina, non dirlo sarebbe negare la realtà, anche se, precisa, non è vero che ne fa uso la metà dei parlamentari.

Se l’aumento dell’uso di cocaina é reale, anche se inferiore rispetto gli altri anni, non si può dire lo stesso della cannabis, il cui consumo ha avuto una forte impennata: una persona su mille ha dichiarato di fare uso frequente di coca, mentre 8 su mille sporadico. Nel caso della cannabis, invece, ben 14 italiani su mille, tra i 15 e 64 anni, hanno dichiarato di consumarla, mentre il 14% lo ha fatto in modo sporadico, con un incremento nella popolazione femminile.

L’aumento dei consumi é anche incentivato dalla riduzione dei prezzi: per una pasticca di ecstasy si sarebbe passati da una media di 24 euro del 2006 a una di 18 euro, così come per un grammo di cocaina si spende da un minimo di 71 euro a un massimo di 93 euro.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti…e per tutti gli stupidi.

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Parlamentari: al lavoro dal lunedì al venerdì

Domenica 25 Maggio 2008

Il presidente di Montecitorio Gianfranco Fini ha annunciato che i parlamentari dovranno lavorare di più: non semplicemente tre giorni alla settimana, ma dal lunedì al venerdì.

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L’Italia è stata per decenni avvolta nella melassa del compromesso a tutti i costi, della non decisione. Oggi non è più così. Berlusconi ha capito benissimo che si governa assumendosi la responsabilità delle decisioni. Anche dolorose. Il Pd di Veltroni ha capito a sua volta perfettamente che è stata ormai superata la soglia oltre la quale la non decisione delegittima tutti, chi governa e chi sta all’opposizione, il Parlamento come il resto delle istituzioni. E da questo nuovo clima ritengo, anche per l’esistenza di almeno due condizioni concrete, che possa scaturire veramente una legislatura costituente, capace di dare un nuovo volto all’assetto del nostro Stato. Questo é quanto stato dichiarato da Fini.
L’unico rischio che occorre evitare, secondo il Presidente della Camera, é quello che il dialogo fra maggioranza e opposizione non deve diventare consociativismo, scadere nell’inciucio, evitare il corto circuito fra due livelli che devono restare distinti, l’azione di governo e il dialogo istituzionale». Perché viceversa «dovremmo fronteggiare due errori speculari: la tentazione di ritenersi autosufficienti, anche sulle riforme, da parte del centrodestra; quello di confondere la battaglia sui singoli provvedimenti del governo con il piano delle riforme da parte del Pd.

Ha sottolineato, infine, che attualmente le principali priorità riguardano le riforme del sistema, considerando quindi le regole sul voto un problema successivo.

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