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Bush rammaricato: non sono un guerrafondaio, ho usato termini sbagliati

Mercoledì 11 Giugno 2008

Nel corso della seconda tappa del suo ultimo tour europeo, proprio in Italia, il presidente degli Stati Uniti si presenta con un’immagine diversa rispetto quella avuta fin’oggi.

Bush rammaricato: non sono un guerrafondaio, ho usato termini sbagliati

Bush sostiene di essere rammaricato al pensiero che sarà ricordato come un guerrafondaio, e si dice pentito di aver utilizzato un linguaggio aggressivo prima dell’intervento militare in Iraq nel marzo 2003.
Nel pomeriggio Bush é atteso a Roma per la sua ultima visita da presidente prima del voto di novembre; nel corso del colloquio ha ammesso che avrebbe potuto usare un tono diverso, una retorica diversa. Frasi come scoviamoli oppure vivi o morti, hanno indicato alla gente che io non ero un uomo di pace, hanno dato alla gente l’idea che io fossi una persona «ansiosa di fare la guerra in Iraq.
A conferma di ciò, il presidente americano sostiene che poco si é parlato, invece, degli sforzi diplomatici fatti per risolvere pacificamente la crisi irachena.

Bush intende dedicare gli ultimi mesi della sua presidenza al tentativo di creare degli accordi che possano portare alla creazione di uno stato palestinese lasciando in eredità una serie di strutture che rendano la vita più facile al prossimo presidente; inoltre si impegnerà in nuovi sforzi diplomatici per l’Iraq e, per concludere in bellezza, tanto per non smentirsi, si é detto preoccupato per una potenziale elezione alla presidenza del candidato democratico Barack Obama, in quanto potrebbe dividere il fronte occidentale ora unito contro la minaccia nucleare iraniana.

Inutile negarlo, Bush mantiene la sua reale posizione..a dimostrazione che ciò che ha dichiarato in sua discolpa non é altro che un vano e tardivo tentativo di riacquistare credibilità…
Non si può quadrare il cerchio.

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Parigi si apre ad Hamas

Lunedì 19 Maggio 2008

Il Ministro degli affari esteri francese, Bernard Kouchner, ha confermato l’apertura di contatti con Hamas, dopo quanto annunciato dal quotidiano Le Figaro.

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Secondo quanto affermato da Kouchner, é necessario avere contatti ,non sono relazioni, sono
contatti. Bisogna che possiamo parlare se vogliamo svolgere un ruolo, se vogliamo che i nostri emissari possano passare a Gaza. Avere dei contatti e’ una cosa non siamo i soli ad averli.Tuttavia, la vera discussione e’ fra palestinesi.

Il quotidiano francese stamattina aveva annunciato anche che già un mese fa c’era stato un primo incontro tra un diplomatico francese a riposo e d’alto livello, l’ex ambasciatore in Iraq Yves Aubin de La Messuzieres e due esponenti di Hamas, Ismail Haniyeh e Mahmoud al Zahar.
Il diplomatico francese ha sottolineato come non si trattasse di una missione ufficiale, quanto piuttosto di un incontro durante il quale egli suggerì ad Hamas di avvicinarsi alle condizioni imposte dall’Occidente perchè si potesse parlare con loro.
Mi hanno risposto che erano pronti ad accettare uno stato palestinese entro le frontiere del 1967, il che equivale ad un riconoscimento indiretto d’Israele. Si sono detti pronti a metter fine agli attentati kamikaze. Quello che mi ha sorpreso é che i dirigenti islamisti riconoscono la legittimità (del presidente dell’Anp) Mahmoud Abbas. In tutti gli uffici dove sono andato, il suo ritratto era accanto a quelli dei responsabili di Hamas, questo quanto affermato dal diplomatico in pensione.

Se prima i contatti tra Parigi e Hamas erano, dunque, limitati ai servizi d’intelligence, adesso si passa a contatti politici.

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