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Italia-Romania: continua la collaborazione sulla sicurezza

Lunedì 7 Luglio 2008

Governo italiano e governo rumeno continuano la loro collaborazione sul tema della sicurezza, particolarmente a cuore al belpaese.

Italia-Romania: continua la collaborazione sulla sicurezza

L’incontro si è svolto oggi a Cannes, dove era in corso una conferenza dei ministri dell’interno nell’ambito di una conferenza UE.

Cristian David e Roberto Maroni avrebbero avuto un colloquio piuttoto cordiale; Maroni ha affermato: David mi ha chiesto se abbiamo bisogno di più poliziotti rumeni, ma glio ho detto di no. Abbiamo deciso comunque di intensificare gli scambi e la collaborazione. Al prossimo incontro europeo, alla fine di luglio, faremo un punto su quanto fatto e decideremo come procedere.

Maroni ha anche aggiunto, rispetto un’ipotesi di “scambio”: A me interessa che il decreto legge sulla sicurezza sia approvato nel piu’ breve tempo possibile, mi auguro nei prossimi giorni.

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Ore di attesa in Zimbabwe al termine delle consultazioni

Sabato 28 Giugno 2008

Sono momenti critici quelli vissuti in Zimbabwe dopo che ieri si è svolto il secondo turno delle presidenziali.

Ore di attesa in Zimbabwe al termine delle consultazioni

Robert Mugabe, capo di Stato in carica dal 1980, è certo di vincere dopo che il suo avversario, Morgan Tsvangirai, si è ritirato domenica denunciando una campagna di violenze e intimidazioni contro i suoi sostenitori.

La consultazione é quindi stata tenuta, nonostante la comunità internazionale avesse espressamente chiesto di rinviare le elezioni fin quando le condizioni di sicurezza del Paese non fossero migliorate. A schierarsi con Mugabe c’era il Sud Africa che è riuscito a bloccare in serata l’approvazione di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che puntava a dichiarare “illegittimo” il ballottaggio solitario del Presidente in carica.

Una dichiarazione congiunta approvata dalla riunione di Kyoto annuncia: Non intendiamo considerare legittimo un governo che non riflette la volontà della popolazione dello Zimbabwe.

Gli Stati Uniti sottoporranno un dossier al Consiglio di Sicurezza mentre l’Italia chiederà alla Francia di avviare una consultazione rapida per il richiamo degli ambasciatori dall’ex Rhodesia.

Povera Africa…

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Financial Times: in Italia le toghe hanno troppo potere

Domenica 22 Giugno 2008

L’Italia fa bene a porre un freno ai suoi giudici, è quanto affermato da un editoriale pubblicato oggi nel Financial Times.

Financial Times: in Italia le toghe hanno troppo potere

L’articolo, che esce proprio in un momento di ripresa ‘guerra’ scoppiata tra Silvio Berlusconi e parte della magistratura italiana, analizza il lodo Schifani che garantisc l’immunità alle cariche dello Stato più alte, evidenziando come anche altri paesi europei, tra cui Germania, Spagna e Francia e la stessa Unione Europea, abbiano una certa forma di immunità.

Dopo Tangentopoli, si afferma nell’articolo, in Italia i giudici hanno raggiunto un livello di potere unico in Occidente, esercitando una sorta di reggenza giudiziaria sugli eletti dal popolo. Tale smisurato potere sarebbe dannoso per la democrazia.

E’ anche per questo motivo, si aggiunge, che gli italiani hanno ormai sempre meno fiducia nella giustizia.

Lo scopo dell’immunità non è dare ‘mano libera’ agli eletti, bensì proteggere il diritto degli elettori di essere governati dalle persone che scelgono democraticamente. Le accuse contro Berlusconi nascono da una disinteressata richiesta di giustizia, oppure dal desiderio di una certa parte dell’elite italiana di rovesciare una scelta popolare che non gli piace?…L’immunità potrebbe essere il modo migliore per proteggere gli elementi democratici di un governo democraticamente eletto, specialmente in un Paese dove la magistratura è altamente politicizzata.

Probabilmente il Financial Times non é al corrente dei trascorsi dei nostri politici; certo, i magistrati sbagliano, come sbagliano medici, architetti, e qualunque altro tecnico o specialista.
Ma i politici italiani, in Europa, si distinguono notevolmente.
E non per i pregi.

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Bush rammaricato: non sono un guerrafondaio, ho usato termini sbagliati

Mercoledì 11 Giugno 2008

Nel corso della seconda tappa del suo ultimo tour europeo, proprio in Italia, il presidente degli Stati Uniti si presenta con un’immagine diversa rispetto quella avuta fin’oggi.

Bush rammaricato: non sono un guerrafondaio, ho usato termini sbagliati

Bush sostiene di essere rammaricato al pensiero che sarà ricordato come un guerrafondaio, e si dice pentito di aver utilizzato un linguaggio aggressivo prima dell’intervento militare in Iraq nel marzo 2003.
Nel pomeriggio Bush é atteso a Roma per la sua ultima visita da presidente prima del voto di novembre; nel corso del colloquio ha ammesso che avrebbe potuto usare un tono diverso, una retorica diversa. Frasi come scoviamoli oppure vivi o morti, hanno indicato alla gente che io non ero un uomo di pace, hanno dato alla gente l’idea che io fossi una persona «ansiosa di fare la guerra in Iraq.
A conferma di ciò, il presidente americano sostiene che poco si é parlato, invece, degli sforzi diplomatici fatti per risolvere pacificamente la crisi irachena.

Bush intende dedicare gli ultimi mesi della sua presidenza al tentativo di creare degli accordi che possano portare alla creazione di uno stato palestinese lasciando in eredità una serie di strutture che rendano la vita più facile al prossimo presidente; inoltre si impegnerà in nuovi sforzi diplomatici per l’Iraq e, per concludere in bellezza, tanto per non smentirsi, si é detto preoccupato per una potenziale elezione alla presidenza del candidato democratico Barack Obama, in quanto potrebbe dividere il fronte occidentale ora unito contro la minaccia nucleare iraniana.

Inutile negarlo, Bush mantiene la sua reale posizione..a dimostrazione che ciò che ha dichiarato in sua discolpa non é altro che un vano e tardivo tentativo di riacquistare credibilità…
Non si può quadrare il cerchio.

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Tra ritardi e delusioni, approvata la bozza del vertice FAO

Venerdì 6 Giugno 2008

E’ stata alla fine approvata la soffertissima bozza redatta nel corso del vertice della FAO, seppure tanto sia stato il ritardo e forte la delusione a fronte dell’incontro durato tre giorni.

Tra ritardi e delusioni, approvata la bozza del vertice FAO

Nella dichiarazione si legge: Il cibo non può essere usato come strumento di pressione politica ed economica…E’ inaccettabile che 862 milioni di persone nel mondo siano ancora oggi denutrite.
Nel testo finale si invita la comunità internazionale a continuare i suoi sforzi per la liberalizzazione delle politiche agricole, riducendo le barriere al commercio e le politiche distorsive del mercato. Al punto 11 della dichiarazione si legge che adottando queste misure si daranno ai contadini, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, nuove opportunità per vendere i loro prodotti sui mercati mondiali e sostenere i loro sforzi per aumentare la produttività e la produzione. Quanto ai biocarburanti, la dichiarazione sostiene come sia essenziale affrontare le sfide e le opportunità poste, alla luce della sicurezza alimentare mondiale, dell’energia e dello sviluppo sostenibile. Siamo convinti che studi approfonditi siano necessari per assicurare che la produzione e l’uso dei biocarburanti sia sostenibile e tenga conto della necessità di raggiungere e mantenere la sicurezza alimentare globale, si legge ancora nel testo. La bozza invita inoltre a intraprendere iniziative per moderare le fluttuazioni anomale del prezzo dei cereali e si conclude con l’impegno a eliminare la fame e ad assicurare cibo per tutti oggi e domani.

La dichiarazione é stata adottata tra i malumori, le incomprensioni e tante difficoltà; sono state inserite nel testo, così, le note critiche di Argentina, Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador e Nicaragua.

Profondamente deluso anche il ministro degli Esteri Frattini che ha dichiarato: Ci sono state grandi declamazioni, affermazioni di principio, ma non ho sentito quella coesione unanime che sarebbe stata necessaria ha detto, bollando il documento finale come deludente rispetto alle premesse.

Insomma, un altro fallimento della comunità internazionale.

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Disavanzo corretto. L’Italia esce dalla procedura per deficit eccessivo

Martedì 3 Giugno 2008

Dopo tre anni, il consiglio Ecofin, che si è riunito a Lussemburgo, ha deciso di fare uscire l’Italia dalla procedura per deficit eccessivo. La ripresa è stata lenta ma costante.

Disavanzo corretto. L\'Italia esce dalla procedura per deficit eccessivo

Il deficit, che era salito al 4,2 % del Pil nel 2005 è stato successivamente ridotto, fino ad attestarsi all’1,9 % nel 2007. Nel 2008, secondo le stime, sarà al 2,3% e nel 2009 al 2,4%. Secondo Ecofin, l’Italia ha corretto, in modo credibile, il disavanzo pubblico riportandolo al di sotto della soglia di riferimento Ue del 3%.

Il consiglio Ecofin avverte che , comunque, occorre procedere con cautela considerato che, a politiche invariate, le stime danno per il 2008 un peggioramento del bilancio strutturale di circa un quarto di punto di Pil, causato da un aumento della spesa corrente primaria e da più basse entrate fiscali. e, nella stessa misura, un miglioramento nel 2009. Un campanello d’ allarme è rappresentato anche dal debito pubblico che per l’Italia è il più elevato di tutti gli stati europei membri dell’unione.

Esso, in conseguenza di alcune operazioni finanziarie , è salito di due punti percentuali nel 2005, dello 0,6% nel 2006, raggiungendo la quota di 106,5%. Una leggera flessione si è avuta nel 2007 , quando è sceso al 104%. Le ultime stime di Bruxelles prevedono che entro il 2009 potrà essere al 102,5%.

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Vertice FAO a Roma: presenti anche i dittatori di Iran e Zimbabwe

Lunedì 2 Giugno 2008

Domani inizierà il vertice della FAO a Roma sull’emergenza alimentare a cui parteciperanno centinaia di capi di Stato e di governo.

Vertice FAO a Roma: presenti anche i dittatori di Iran e Zimbabwe

Nel corse dell’evento, che durerà tre giorni, saranno presenti anche ospiti «scomodi», fra questi Robert Mugabe e Mahmoud Ahmadinejad, rispettivamente presidenti dello Zimbabwe e dell’Iran e al centro di difficoltà politiche sul fronte interno e internazionale per aver spinto i rispettivi governi nell’isolamento internazionale, per aver negato diritti umani e civili.

Il presidente iraniano ha tentato un’apertura verso l’Italia inviando due lettere al capo dello Stato Giorgio Napolitano e al premier Silvio Berlusconi, auspicando una piena cooperazione tra Italia e Iran, in linea con l’interesse nazionale dei due Paesi. Al tempo stesso, però, il presidente ha continuato a ribadire che Israele è alla fine e verrà presto eliminato dalle carte geografiche.

Il presidente uscente del paese africano, invece, é duramente criticato perché responsabile del collasso della produzione agricola in quello che era uno dei pochi Paesi prosperi dell’Africa.
Entrambi i presidenti non saranno presenti domani alla cena a Villa Madama offerta dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon a un gruppo ristretto di capi di Stato e di Governo che partecipano al vertice della Fao.

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Panorama: pochi italiani pagano le tasse

Venerdì 16 Maggio 2008

Un’inchiesta del settimanale Panorama ha mostrato che oltre 9,6 milioni di contribuenti dichiarano un reddito nullo, e su una popolazione di circa 40 milioni di contribuenti, ciò significa che un italiano su quattro non paga.

evasione-fiscale-tasse-italliani Panorama: pochi italiani pagano le tasse

alDi questi contrbuenti, meno della metà sono rappresentati da pensionati con la minima e da famiglie indigenti con assegni sociali e senza reddito. Il resto, sarebbero finti poveri.

Panorama ha anche rivelato che il 25% degli italiani non compila il 730: tra questi, però, non vi sono solamente quei gruppi che effettivamente hanno entrate minime (come i disoccupati, i pensionati e le famiglie numerose), ma vi sono anche famiglie piuttosto benestanti, che possono permettersi lussi tra cui viaggi, case e vacanze.

Dall’inchiesta, sono emersi anche dati riguardanti la diffusione geografica del fenomeno: è nel sud che avvengono le maggiori evasioni fiscali, e la percentuale si riduce via via che ci si sposta verso il nord Italia.
Anche nel caso delle professioni emergono forti contrasti; le categorie agricole sono quelle meno abbienti; seguono pastori, coltivatori e allevatori. Interessante notare la presenza di professionisti con attività remunerative, fra cui avvocati, architetti, ristoratori e parrucchieri.

Ah, se ognuno facesse il proprio dovere…forse staremmo tutti meglio..

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