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ActionAid manifesta contro il business della fame

Lunedì 2 Giugno 2008

Avrà luogo domani a Roma, alle ore 13, una manifestazione indetta da ActionAid, l’ organizzazione internazionale indipendente che si impegna nella lotta alle cause della povertà e dell’esclusione sociale, per dire basta al business della fame.

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Uno striscione, lungo 200 metri, riporterà la scritta che vuole essere una denuncia contro i profitti illeciti delle multinazionali nel settore alimentare. Nella convinzione che la fame derivi e sia conseguenza di scelte politiche, gli attivisti con la manifestazione intendono sollecitare il Governo Italiano, in previsione del Vertice Fao, a chiedere più investimenti nell’agricoltura, mettere le donne al centro dello sviluppo rurale e, nello stesso tempo, sensibilizzare gli esponenti politici mondiali sul tema della povertà. Il continuo aumento dei prezzi dei cereali e dei macchinari agricoli, hanno determinato anche l’aumento del prezzo di alcuni alimenti con grave nocumento per le popolazioni povere che non possono soddisfare il loro bisogno di cibo. L’azione del Governo, in seno alla Fao dovrebbe, inoltre, avere un peso determinante per ribadire un secco no agli OGM e ai sussidi agli agrocarburanti;

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Dimenticato dalla sua società: muore di fame

Mercoledì 7 Maggio 2008

L’Ufficio per l’immigrazione russo ha riferito che sull’isola russa di Sachalin è stato ritrovato il cadavere di un tecnico nordcoreano la cui presenza, insieme a quella di un suo collega, era stata dimenticata dalla loro società che si occupa di legname.

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I due tecnici, ritrovati da alcuni funzionari del Ministero dell’Interno russo che erano lì per un’ispezione, si trovavano sul posto per controllare lo stato dei macchinari nel periodo in cui erano chiuse le attività e non c’erano operai; purtroppo, i due non hanno più ricevuto le scorte di cibo e mentre uno è riuscito a salvarsi, anche se le sue condizioni sono abbastanza gravi, per l’altro non c’è stato nulla da fare.

Nonostante i vari solleciti delle autorità russe verso la società di controllare lo stato di salute dei tecnici, non vi è mai stata alcuna risposta ed è anche emerso che il lavoratore deceduto era in arretrato di 18 mesi di stipendio.

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