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ActionAid manifesta contro il business della fame

Lunedì 2 Giugno 2008

Avrà luogo domani a Roma, alle ore 13, una manifestazione indetta da ActionAid, l’ organizzazione internazionale indipendente che si impegna nella lotta alle cause della povertà e dell’esclusione sociale, per dire basta al business della fame.

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Uno striscione, lungo 200 metri, riporterà la scritta che vuole essere una denuncia contro i profitti illeciti delle multinazionali nel settore alimentare. Nella convinzione che la fame derivi e sia conseguenza di scelte politiche, gli attivisti con la manifestazione intendono sollecitare il Governo Italiano, in previsione del Vertice Fao, a chiedere più investimenti nell’agricoltura, mettere le donne al centro dello sviluppo rurale e, nello stesso tempo, sensibilizzare gli esponenti politici mondiali sul tema della povertà. Il continuo aumento dei prezzi dei cereali e dei macchinari agricoli, hanno determinato anche l’aumento del prezzo di alcuni alimenti con grave nocumento per le popolazioni povere che non possono soddisfare il loro bisogno di cibo. L’azione del Governo, in seno alla Fao dovrebbe, inoltre, avere un peso determinante per ribadire un secco no agli OGM e ai sussidi agli agrocarburanti;

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Boom del grano in Afghanistan a scapito dell’oppio

Mercoledì 14 Maggio 2008

Il mercato globale diventa il principale artefice del rallentamento della diffusione dell’oppio; in particolare, è l’aumento del prezzo dei cereali, che causa rivolte del pane, instabilità e controversie politiche, a rappresentare il vero input al cambiamento di rotta dell’Afghanistan.

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Il prezzo del grano, passato da 157 a 500 dollari la tonnellata, ha costituito un aspetto positivo per uno Stato che nel 2007 produsse il 93% dell’oppio a mondo. Attualmente, il divario di rendimento tra una coltivazione di oppio e una di grano si sta via via restringendo.

In media già oggi un ettaro a papaveri rende 800 dollari al contadino, 350 dollari uno a grano. Ma la disparità di profitto può essere ridotto a zero, con un aumento di produttività, un maggior numero di raccolti, programmi di sostegno, secondo quanto affermato dal ministero dell’agricoltura di Kabul.

Questa circostanza ha iniziato a produrre i suoi effetti: molti contadini hanno iniziato a destinare parte delle loro terre al grano, a scapito dell’oppio. Tale trend, però, è ancora circscritto alle aree di Kunduz o Baghlam, ma non alle aree in cui il dominio dei Talebani è ancora forte, in cui i coltivatori hanno paura di abbandonare la coltura dell’oppio.
Ciò che risulta realmente interessante di questa esperienza, è come tale cambio di rotta sia avvenuto “grazie” ad una congiuntura economica negativa, che non per via dell’opera di sensibilizzazione delle Nazioni Unite.

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