Il presidente di Montecitorio Gianfranco Fini ha annunciato che i parlamentari dovranno lavorare di più: non semplicemente tre giorni alla settimana, ma dal lunedì al venerdì.

L’Italia è stata per decenni avvolta nella melassa del compromesso a tutti i costi, della non decisione. Oggi non è piĂą così. Berlusconi ha capito benissimo che si governa assumendosi la responsabilitĂ delle decisioni. Anche dolorose. Il Pd di Veltroni ha capito a sua volta perfettamente che è stata ormai superata la soglia oltre la quale la non decisione delegittima tutti, chi governa e chi sta all’opposizione, il Parlamento come il resto delle istituzioni. E da questo nuovo clima ritengo, anche per l’esistenza di almeno due condizioni concrete, che possa scaturire veramente una legislatura costituente, capace di dare un nuovo volto all’assetto del nostro Stato. Questo Ă© quanto stato dichiarato da Fini.
L’unico rischio che occorre evitare, secondo il Presidente della Camera, Ă© quello che il dialogo fra maggioranza e opposizione non deve diventare consociativismo, scadere nell’inciucio, evitare il corto circuito fra due livelli che devono restare distinti, l’azione di governo e il dialogo istituzionale». PerchĂ© viceversa «dovremmo fronteggiare due errori speculari: la tentazione di ritenersi autosufficienti, anche sulle riforme, da parte del centrodestra; quello di confondere la battaglia sui singoli provvedimenti del governo con il piano delle riforme da parte del Pd.
Ha sottolineato, infine, che attualmente le principali prioritĂ riguardano le riforme del sistema, considerando quindi le regole sul voto un problema successivo.