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Birmania: nessun aiuto dalla Banca Mondiale, troppi debiti

Martedì 20 Maggio 2008

Dopo due settimane dal passaggio del ciclone Nargis, che ha causato circa 78 mila vittime e 56 mila dispersi, la Birmania inizia tre giorni di lutto nazionale.

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La decisione del lutto è arrivata ieri, a fronte dell’apertura della giunta militare agli aiuti stranieri, caratterizzati in paricolare da squadre di medici, e a fronte dell’autorizzazione per il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban-Ki Moon a recarsi giovedi nel paese.

La Birmania, che ora più che mai avrebbe bisogni di ingenti risorse finanziarie per far fronte all’emergenza, non potrà contare sull’aiuto della Banca Mondiale; il direttore generale, Juan Jose Daboub, ha dichiarato da Singapore: al momento non siamo nella condizione di fornire aiuto; hanno accumulato arretrati dal 1998.
Il direttore generale ha comunque sottolineato che è in corso una collaborazione con i paesi del sud-est asiatico per fornire supporto tecnico al paese colpito dal ciclone.

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Birmania: Coldiretti, ciclone fa impennare il prezzo del riso

Domenica 11 Maggio 2008

Le notizie sugli effetti del ciclone hanno provocato un nuovo rialzo dei prezzi del riso sul mercato internazionale con le quotazioni che sono cresciute fino a 21,6 dollari per hundredweight (50,8 chili) per le consegne a luglio alla chiusura del Chicago Board of Trade che rappresenta il punto di riferimento del commercio internazionale delle materie prime agricole.

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Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che per effetto della perdita dei raccolti la Birmania sarà costretta ad importare riso dopo anni in cui poteva contare su una produzione in grado di garantire l’autosufficienza ed alimentare addirittura le esportazioni.

La necessità di maggiori esborsi finanziari per garantire le disponibilità alimentari nei prossimi mesi aggrava dunque il bilancio della catastrofe provocata dal ciclone Nargis in Birmania che - conclude la Coldiretti - ha colpito un territorio da dove provengono quasi i 2/3 della produzione nazionale di riso, insieme alla metà degli allevamenti di polli e al 40 per cento di maiali.

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Birmania: una strage che si poteva evitare

Venerdì 9 Maggio 2008

Il ciclone Nargis che ha colpito recentemente la Birmania provocando più di 100 mila morti, sembra abbia causato un ingente numero di danni molto di più di quelli stimati sin adesso.

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Shari Villarosa, ambascitrice degli Stati Uniti in Birmania dice:

“Le informazioni che abbiamo ricevuto indicano che le vittime potrebbe essere più di 100mila”
. Tra queste vittime circa il 40 % sono bambini e molti di questi sono ancora dispersi.

A complicare la situazione già gravissima è la giunta militare al potere che sembra abbia ostacolato e continua ad ostacolare gli aiuti umanitari in termini sia materiali che umani.

Richard Horsey, portavoce dell’ufficio dell’Onu per il Coordinamento degli affari umanitari, ha spiegato molto bene la situazione di emergenza della Birmania:

“Stimiamo fino a un milione le persone al momento senzatetto e bisognose di immediata assistenza.Ci sono 41.000 dispersi, ma in tanti pensano che la maggior parte di queste persone siano morte.Una équipe ha visto migliaia di morti in una località con mucchi di corpi in decomposizione dopo il ritiro delle acque.”

Dal canto loro la giunta militare ha detto che accoglieranno gli aiuti ma con la clausola di negoziare ogni volta per rilasciare il visto di ingresso nel paese.

Questa situazione ha portato alla denucia da parte di Medici Senza Frontiere che dichiara di avere personale pronto ad aiutare ma fermo da due giorni in attesa di un ok da parte del regime.

Intanto sembra si sia diffusa la notizia secondo cui la presenza del ciclone sul quell’area era stata prevista già a dicembre 2007 e per questo era stato richiesto un piano di evacuazione opportuno che avrebbe senz’altro evitato la morte di più di 100 mila persone.

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