Save the Children denuncia: abusi su minori da parte di cooperanti e peacekeeper
Martedì 27 Maggio 2008Lo studio di Save the Children “Nessuno a cui dirlo” mette in rilievo i frequenti abusi sessuali perpetrati da operatori umanitari e da peacekeeper nei confronti dei bambini.

In particolare emerge che nei paesi in emergenza viene perpetrato un numero rilevante di abusi, gran parte dei quali rimangono sommersi e, a meno che non si rompa il muro del silenzio, i tentativi per eliminarli “rimarranno sostanzialmente vani”.
A fronte dell’aumento di denunce contro tali azioni, l’ONU sta cercando di fare chiarezza su ciò che è accaduto in alcuni paesi, quali la Liberia, Haiti, Costa d’Avorio e Repubblica Democratica del Congo.
I dati sono stati raccolti da Save the Children ad Haiti, nel Sudan meridionale e in Costa d’Avorio durante alcune visite nei paesi, dove sono stati istituiti 38 focus group con 250 bambini e 90 adulti, seguiti da interviste approfondite.
Dagli studi realizzati emerge che la maggior parte delle vittime sarebbero bambini orfani, o separati dai genitori oppure le cui famiglie dipenderebbero dagli aiuti umanitari; l’età é compresa tra i 6 e i 15 anni.
I peacekeeper delle Nazioni Unite risulterebbero come i maggiori perpetratori da 20 dei 38 gruppi, anche se comunque sono state associate agli abusi sessuali un totale di 23 organizzazioni umanitarie, di sicurezza e di peacekeeping.

