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Sarkozy: Israele sicura solo se c’è uno stato palestinese

Pubblicato il 23 Giugno 2008 da Ana

Nicolas Sarkozy, in visita ufficiale nello stato ebraico, sottolinea l’importanza della presenza di uno stato palestinese per garantire la pace con Israele.

Sarkozy: Israele sicura solo se c\'è uno stato palestinese

La sicurezza di Israele non può essere garantita senza la creazione di uno stato palestinese, ha dichiarato, aggiungendo che la pace si costruisce con il dialogo non con le bombe.

Il presidente francese, rivolto a Ehud Olmert, primo ministro israeliano, ha assicurato che, nel semestre francese di presidenza Ue, farà di tutto per favorire il processo di pace.
Questo comporta il tentativo di favorire la costruzione dello stato palestinese e di procedere alla liberazione dei territori occupati.

Sarkozy incontrerà, nei prossimi giorni, anche esponenti dell’Autorità nazionale palestinese, come il presidente Mahmoud Abbas, che vedrà martedì 24 giugno a Betlemme.

Il viaggio del presidente ha lo scopo principale di promuovere un progetto, l’Unione del Mediterraneo, per migliorare le relazioni economiche e favorire la pache in Medio Oriente e Nord Africa.

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1 Commento a “Sarkozy: Israele sicura solo se c’è uno stato palestinese”

  1. Gabriella Pasquali Carlizzi scrive:

    Sono rientrata dalla Palestina pochi giorni fa, ove dalla fine di aprile ad oggi sono stata due volte , fermandomi sia in territori israeliani che palestinesi, in veste di giornalista, ma ancor più come Presidente di Associazioni umanitarie. Non ho cercato, benchè mi siano state offerte interviste con Autorità, nè locali nè quelle che sono giunte dall’Italia e dagi Stati Uniti. Infatti, dall’enorme materiale che ho potuto direttamente documentare tra la gente, israeliani e palestinsi, in strada, non a caso la mia inchiesta è partita dal basso, mi sono convinta che per alcune Potenze Internazionali, parlare di “Processo di Pace” altro non è che propaganda politica e di potere, nonchè strumento prepatorio al rischio elevatissimo di un terzo conflitto mondiale a breve scadenza,presumibilmente prima delle elezioni in America. In sintesi, con il favore anche dell’Italia (una parte), si rischia di ripetere il disastro provocato in Irak, quando a titolo preventivo, si decise di attaccare con bombe a grappolo i civili irakeni, per il solo sospettto che Saddam potesse un giorno usare armi nucleari, amemsso che ne disponesse, visto che i rapporti dei Servizi Segreti, non ne trovarono. L’intento è quindi di servirsi dei territori palestinesi per attaccare preventivamente l’Iran, il che significherebbe scatenare la terza guerra mondiale. In tal senso sarebbe auspicabile che tutte le Autorità mondiali interessate in buona fede ad evitare un disatro umanitario, ascoltassero e vedessero documenti che la stampa internazionale e di potere non pubblicherà mai, ma che tuttavia, qualcuno, come la sottoscritta, è riuscita ad acquisire, al fine di smascherare millantate promesse di pace che lasciano la bocca amara, mentre la Terra Santa è intisa di sangue innocnte.
    Perfavore contattatemi, sono a disposizione per chiunque vogli essere aggiornato sifatti che in questo momento si stanno verificando tra Israele e Palestina.
    Gabriella Pasquali Carlizzi

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