Reato di clandestinità incostituzionale?
Pubblicato il 16 settembre 2009 da Admin
Ad avanzare dubbi sulla costituzionalità del reato di immigrazione è la procura di Bologna e lo fa nel giorno della prima udienza, nel quale i giudici avrebbero dovuto esaminare i casi che si sono verificati dopo l’8 agosto, data di entrata in vigore della normativa.
Per i giudici di quella Procura, il reato di clandestinità violerebbe il principio di uguaglianza davanti alla legge. Non sarebbe garantito, infatti, un uguale trattamento in situazioni simili e un diverso trattamento in situazioni differenti. Da quella Procura sarebbe stata rilevata, nella stessa normativa, anche la violazione del diritto di difesa ( per cui nessuno è tenuto ad autodenunciarsi), la violazione del principio di ragionevolezza della legge e del principio che afferma che la pena deve tenere alla rieducazione del condannato.
Il procuratore reggente Massimiliano Serpi, per i motivi espressi, ha chiesto al coordinatore dei giudici di pace bolognesi, Mario Luigi Cocco, di porre la questione alla Corte Costituzionale. Il giudice si è riservato di decidere in merito, dopo attenta valutazione delle eccezioni di incostituzionalità. Se l’istanza verrà trasmessa alla Corte Costituzionale, tutti i procedimenti saranno congelati in attesa del deliberato della Consulta
foto da:ilpensatore.wordpress.com
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Tag: bologna, consulta, costituzionalità, giudici di pace, immigrati, normativa, procura, reato, reato di clandestinità
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