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Quali saranno i prossimi scenari dell’economia europea?

Pubblicato il 17 febbraio 2009 da Admin

L’11 e il 12 febbraio i deputati della commissione parlamentare ECON (Problemi economici e monetari) si sono incontrati con i loro omologhi nazionali, per discutere sul futuro dell’economia europea e sulle azioni da intraprendere per proteggere l’impiego e la crescita in Europa.
Siamo di fronte ad una crisi globale. La nostra risposta deve essere rapida, efficace e mirata, ma al tempo stesso, coordinata e concertata“, ha dichiarato, in apertura della riunione, la presidente dell’ECON, Pervenche Bères (PSE).
Oltre ai deputati europei e nazionali, hanno partecipato a questi due giorni di dibattito i rappresentanti della Commissione europea, della Presidenza ceca dell’Ue e della BCE (Banca Centrale Europea).

quali-saranno-i-prossimi-scenari-delleconomia-europea Quali saranno i prossimi scenari delleconomia europea?

Quali saranno le nuove strategie da adottare per uscire dalla crisi? Che ruolo avrà la BCE nel rilanciare l’economia europea?

Coordinazione e non protezionismo
L’economia europea è in profonda recessione. Il commissario europeo per gli affari economici e monetari, Joaquín Almunia, non ha nascosto la sua preoccupazione per la gravità della situazione: “Siamo determinati a proteggere la nostra economia e i posti ed offerte di lavoro, ma sarebbe assurdo parlare di protezionismo. Questa non è certamente la soluzione migliore”.

Il protezionismo conduce dritto all’inferno“, ha affermato il Ministro delle Finanze della Repubblica Ceca, Miroslav Kalousek, in linea con le idee del commissario Almunia, che ha continuato dicendo che “nessun Paese può pensare di vivere isolato, senza aver bisogno degli altri. I populisti sono sedotti da questa idea ma noi non possiamo permetterci di scegliere la facilità“.

Un nuovo sistema di vigilanza finanziaria

Pervenche Berès (PSE), vice-presidente della riunione, ha sottolineato l’importanza di migliorare la vigilanza finanziaria all’interno dell’Unione europea, proponendo un sistema ispirato al modello europeo delle banche centrali che permetterebbe la necessaria sinergia tra le competenze nazionali e l’integrazione europea dei sistemi di sanzione.

Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della BCE, ha affermato che questo ruolo di vigilanza dovrebbe essere attribuito alla BCE: “Il coordinamento in Europa sarebbe credibile solo se fondato su un’istituzione capace di offrire e garantire la riservatezza, l’indipendenza e l’efficienza del processo decisionale (…) Quest’istituzione esiste, è la BCE e per la zona euro l’Eurosistema“. La supervisione della BCE avrebbe inoltre il vantaggio di non comportare nessuna modifica del Trattato, che sarebbe invece necessaria nel caso della creazione di un nuovo organo”.

Per garantire una maggiore coerenza a livello degli Stati membri economicamente divergenti, la deputata Pervenche Berès ha proposto inoltre di istituire un Fondo monetario della zona euro, “un sistema efficiente e proattivo per la sorveglianza multilaterale“, che dovrebbe incoraggiare gli Stati membri a non superare il debito pubblico di oltre il 60 per cento del loro PIL.

Fonte: www.europarl.europa.eu

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