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Molte scuole rimangono a rischio crolli, nonostante le tragedie consumate

Pubblicato il 20 dicembre 2008 da Admin

news_2214 Molte scuole rimangono a rischio crolli, nonostante le tragedie consumate

Abbiamo ancora negli occhi le immagini della tragedia che ha tolto la vita a Vito e già oggi leggiamo notizie di crolli nelle scuole che coinvolgono giovani, feriti, grazie al cielo, in maniera lieve.

A Biella, all’Istituto tecnico Quintino Sella, seconda c, è crollata una parte del soffitto in un’aula. Non ha fatto vittime anche se la paura è stata tanta. La causa da ricercarsi, forse, nelle vibrazioni determinate da lavori in corso in una struttura adiacente. L’intonaco non ha retto e si è distaccato. Poteva succedere di peggio? Si poteva prevedere che tutto ciò accadesse?

Sul ” Edilia 2000.it” quotidiano on line di edilizia dedicato ai professionisti del settore, già l’anno scorso si leggeva:

“Sicurezza a rischio per gli edifici scolastici”
“Una scuola su due è priva del certificato di prevenzione incendi, una su quattro non ha il certificato di agibilità statica, mentre quello di agibilità igienico-sanitaria manca nel 43% degli istituti. La cassetta di primo soccorso, anch’essa obbligatoria per legge, non è presente nella metà delle scuole.

Il mancato rispetto di disposizioni in materia di tutela della sicurezza nelle scuole italiane è stato testimoniato dal “V Rapporto su sicurezza, igiene e comfort degli istituti scolastici”, realizzato da Cittadinanzattiva e presentato nei giorni scorsi a Roma.

L’indagine ha riguardato 184 edifici scolastici di 15 regioni e 75 città.
Tra i dati che sorprendono, in negativo, segnaliamo la mancanza di acqua potabile nell’11% degli istituti oggetto dell’indagine, dal Nord a l Sud del Paese. L’acqua potabile non era disponibile in 9 edifici situati in Sicilia, 8 in Calabria, 2 in Emilia Romagna, 1 nelle Marche e 1 in Lombardia.

Aree a rischio. Mense, palestre, cortili, aule. Le mense e le palestre sono i locali nei quali si riscontrano le maggiori carenze; in molti casi si tratta di aree inizialmente destinate ad altro uso e successivamente “adattate”.”

L’attenzione, quando ci sono in pericolo vite umane, non dovrebbe spegnersi neanche per un secondo per attivare, se del caso, ogni provvedimento idoneo a non provocare incidenti…ammesso che il destino si fermi solo a quelli.

foto da: www.edilia2000.it

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