Messina assurge agli “onori” della cronaca nazionale anche per il caso ATM
Pubblicato il 27 novembre 2008 da Nica
Non capita tutti i giorni di attrarre l’attenzione di giornalisti come Gian Antonio Stella, editorialista del Corriere della Sera, famoso autore dell’inchiesta giornalistica” La Casta”. Certo piacerebbe che l’interesse si rivolgesse al profondo sud, nella fattispecie alla città di Messina, per avvenimenti inerenti la cultura, le bellezze paesaggistiche, gli intelletti di cui la città è ricca.
Invece, ancora una volta, a fare da motivo conduttore della cronaca nazionale sono le inefficienze, gli sprechi, i lati negativi che stanno emergendo, che fanno risalire la collera e il dispiacere in quanti amano la città dello stretto.
Lo spunto per fare il pezzo, di grande impatto giornalistico, Antonio Stella lo ha tratto dalla grave situazione di disagio che si è creata in città e in seno all’Azienda Municipalizzata Trasporti, dove i lavoratori hanno incrociato le braccia, considerato che da molti mesi non percepiscono lo stipendio.
Ma, come è risaputo, chi cerca trova e così il giornalista indagando per avere notizie riguardo lo sciopero ha messo a nudo una situazione, che emerge dall’articolo, a dir poco, paradossale per il numero dei mezzi utilizzati e utilizzabili per il servizio, per il numero sproporzionato degli autisti rispetto a quelli impiegati nelle altre città, per i numerosi addetti ai servizi sedentari, per le esigue somme che si ricavano dal servizio, per la vetustà di alcune macchine che mettono a rischio l’incolumità dei passeggeri, per la negligenza di alcuni amministratori, per i debiti che negli anni si sono accumulati, per tutto quanto, insomma, può aiutare a fornire un quadro negativo, a denigrare una città che molti invidiano per le tante opportunità che il buon Dio le ha donato senza tenere in conto gli uomini che l’avrebbero amministrata.
Ripetere cifre, numeri non rende l’idea del disagio che si è creato in una azienda che sembra destinata ad una lenta agonia.
I lavoratori, esasperati, in un periodo di crisi che rende angoscia anche a chi un reddito lo possiede, hanno fermato i mezzi, i cittadini, di conseguenza, sono rimasti alla fermata, in attesa, rassegnati, perché ormai avvezzi a sopportare, vivendo in un clima di grande sconforto.
Lo sconforto che prende chi ama la propria terra, ne vorrebbe essere orgoglioso e si rattrista nel leggere i vituperi che da qualche tempo piovono su di essa.
Tag: atm, azienda trasporti municipalizzata, cultura, Dio, gian antonio stella, la casta, messina, mezzi, sciopero
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28 novembre 2008 alle 22:22
Sono una dipendente dell’Azienda Trasporti Municipalizzata di Messina.
Ci scusiamo con tutta l’Italia se, animati dalla voglia di far sapere oltre lo stretto gli attentati alla dignità che si consumano in questa città, siamo stati costretti a bloccare i treni. Da tempo(anni)chiediamo alle nostre istituzioni di intervenire, ma tutti indistintamente hanno sottaciuto la realtà sino a portare la nostra azienda con una”flotta inesistente”. Ora è facile dire che 682 dipendenti sono troppi, ora sì è ovvio, adesso che il servizio reso è pari a zero (forse ad eccezione del servizio ztl). Ci dicono di fare dieta (il nostro sindaco è dietologo), quando sappiamo benissimo che se opportunamente utilizzate le maestranze possono produrre.
Il primo vero blocco si è consumato a gennaio per sei giorni in un silenzio assordante. Nessun cittadino si è ribellato, nessun politico ci ha teso una mano (fosse anche solo per campagna elettorale).
Ora qualche consigliere ci rimprovera la vergogna di fronte all’Italia. BEH! Io dico che la vergogna se la sono guadagnata con la fame dei nostri figli. Grazie! Un’autista ma soprattutto una mamma.
30 novembre 2008 alle 23:23
Non pensi che i cittadini siano estranei a questa dolorosa vicenda che viene seguita con molta attenzione…purtroppo non hanno in mano alcun potere…soffrono le conseguenze di questa situazione e l’umiliazione per essere alla ribalta solo per fatti negativi che stanno distruggendo l’anima nobile di Messina…
La città è in sofferenza, in dismissione continua, ogni giorno viene privata di un pezzo della sua storia, di una parte dei suoi figli che sono costrettti a fare battaglie per sopravvivere…
speriamo che chi governa trovi il modo giusto per sanare una condizione che è frutto, sicuramente, di scelte e azioni sbagliate che sono state fatte negli anni…
Grazie per avere porto il suo contributo…ha tutta la nostra solidarietà…purtroppo anche mettendoci tutta la buona volontà di aria non si può vivere..