Il prezzo della pasta sale: tante parole ma poche iniziative per frenare l’ascesa
Pubblicato il 1 novembre 2008 da Domenica
Nel mese di ottobre il prezzo della pasta, un genere di assoluta necessità oggi quasi negato alle famiglie indigenti, è salito del 32% su base annua e dell’ 1,4% rispetto a settembre.
Mentre i “poveri “ continuano a fare il giro dei discount alla ricerca del prezzo più basso, mentre il garante dei prezzi riunisce gli industriali, sale la sfiducia, aumenta lo scoraggiamento, considerato che qualcosa si poteva fare ancora prima che i prezzi raggiungessero livelli così esorbitanti e non si è fatto.
Gli annunci di incontri e di volontà ormai non captano più l’attenzione di quanti sono stanchi di ascoltare solo parole a cui non seguono i fatti, ma solo blande iniziative che non sono risolutive del disagio. La gente sa bene che il prezzo del grano è sceso e sa anche che il prezzo di pasta, pane e derivati dei cereali continua a salire per effetto di speculazioni che intervengono dalla fase di produzione al consumo.
La gente si chiede se la Coldiretti, negli incontri che avranno luogo nei prossimi giorni, avrà la forza per aiutare i consumatori, se incontrare gli industriali servirà a fare chiarezza, a mettere chi sbaglia di fronte alle proprie responsabilità.
Pagare un chilo di pasta euro 1,50 penalizza pensionati, famiglie numerose, la povera gente che è costretta a fare a meno di generi di cui taluni, quelli che non capiscono cosa significa avere miserie nelle mani con cui provvedere alle esigenze che la vita pone, fanno sperpero.
Tag: aumenti, coldiretti, discount, industriali, pane, pasta, pensionati, poveri, prezzi, sfiducia
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