Hanno scelto di morire due coniugi malati di cancro
Pubblicato il 8 marzo 2009 da Admin
Una forte determinazione ha portato due anziani coniugi a scegliere il suicidio assistito.
Una determinazione che ha comportato un grande coraggio e l’assunzione di responsabilità per dire basta alla vita.
Peter di 80 anni e sua moglie Penelope di 70, affetti entrambi da cancro, in fase terminale, hanno scelto di farsi “assistere” per morire.
Ai vicini hanno detto che si stavano trasferendo in Dorset, nel sud del’Inghilterra, invece si sono recati in Svizzera presso la clinica “Dignitas” e lì hanno chiuso i loro giorni il 27 del mese di febbraio u.s.
foto da: www.parrocchiamonticelli.org
Tag: anziani, cancro, clinica, coraggio, dignitas, morire, penelope, responsabilità, svizzera
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8 marzo 2009 alle 20:07
perchè tale scelta?
8 marzo 2009 alle 20:08
cmq auguri..
9 marzo 2009 alle 20:38
Sulla scelta avranno influito tanti fattori, sicuramente tante paure… di soffrire, di restare soli, uno senza l’altro, e chissà quanto altro ancora… compresa, forse, anche la mancanza di fede…
io non avrei il coraggio per fare un passo simile…
9 marzo 2009 alle 22:27
io credo di si, non sono mai arrivata fino in fondo però… non so bene il perchè… forse qualcuno mi ha sempre illuminato alla fine… in questo caso però non è che restava molto da vivere, credo… quindi non l’avrei fatto.. poi non so..
9 marzo 2009 alle 22:57
a volte è difficile il rapporto con la fede… certo chi ne ha tanta non si uccide o cerca di farlo… però a volte in certi momenti non è che ti chiedi se è giusto.. chi guarda dall’esterno giudica chi c’è dentro cerca solo di riuscire a portare a termine il suo gesto… Il non portarlo a termine sarà positivo, ma ti fa provare una sensazione strana, un misto tra la rabbia per non aver avuto il “coraggio”, la sofferenza duplicata perchè si aggiunge anche un senso di sconfitta, almeno così mi sono sentita, e in ultimo, la vergogna di capire che non sei capace di affrontare le cose.. che tutto è stato posto in secondo piano, affetti, amori… tutto… tutto quello per cui, invece, soffriresti se ti venisse tolto.. eppure in quel momento non pensi di “toglierti” a qualcun altro che ti vuole bene.. ciò nonostante se non impari veramente a farlo e credi soltanto di saperlo fare perchè sei ancora vivo, ti porterà sempre a pensarla in quel modo ed ad affrontare le cose più difficili così.. un pò codardamente… l’ammetto…
10 marzo 2009 alle 23:35
Ho scritto e cancellato più volte la risposta, non volevo apparire come chi possiede raziocinio e ricette infallibili per affrontare la vita…anche io ho provato più volte sentimenti demolitori, ma alla fine sono ancora qui a lottare…
Fatta questa premessa ti dico che ci vuole coraggio per scegliere di morire, ma ce ne vuole di più per vivere…
So bene che non è facile affrontare le difficoltà, sopportare le delusioni, i dolori, a volte cruenti, che tutti, sottolineo tutti, incontriamo. Ci sono momenti di scoraggiamento, di crisi, (chi almeno un paio di volte non li provati?) di disperazione anche, che rientrano nella normalità di un percorso terreno, ma privarsi della vita ( pensiero comune a molte persone infelici ) significa arrendersi, cedere alla debolezza o alla cattiva sorte. Meglio prendere il toro per le corna, combattere, se necessario, imporsi, cercare di realizzare le cose in cui si crede, soffrire e poi ricominciare, piuttosto che piangere e diventare vittime.
Sofferenze fisiche e psicologiche provano tutti e rendono difficile un percorso. Ma le vie traverse per raggiungere la meta finale non rendono pace.
Non è importante pensare nei momenti di pessimismo se ti togli “ a qualcun altro che ti vuole bene” importante è pensare che ti togli a te stesso/a, che ti privi di un’opportunità che ti viene data di esserci e di lasciare un segno…di godere delle cose belle che ci sono…
Agli anziani coniugi affetti dal tumore in fase terminale, è venuta meno la forza di lottare. Comprensibile umanamente la loro scelta. Essi rappresentano un caso particolare…da capire per tante componenti che interagivano nella loro vita.
11 marzo 2009 alle 12:38
grazie…