Guerra in Darfur: petrolio e genocidio
Pubblicato il 5 Giugno 2008 da AnaSecondo quanto annunciato dal coordinatore ONU nel Darfur, la regione sudanese sarebbe sull’orlo di una guerra civile.

L’area, particolarmente ricca di petrolio, sarebbe contesa, seppure indirettamente, da due giganti, Cina e Stati Uniti. I primi hanno posizionato nell’area migliaia di soldati, allo scopo di tutelare i propri interessi petroliferi; la Cina, d’altronde, ricava circa il 30% del petrolio proprio dall’Africa e il Sudan rappresenta il fulcro delle attività petrolifere cinesi. Gli Stati Uniti, interessati anch’essi a tale inestimabile tesoro, danno una concreta mano ad una delle due fazioni combattenti.
Il territorio é però anche dilaniato dal conflitto civile; il procuratore generale della Corte penale internazionale (Cpi), Luis Moreno Ocampo, nel suo rapporto sulla crisi nella regione del Sudan occidentale che sarà consegnato oggi al Consiglio di sicurezza dell’Onu, denuncia che l’intero apparato dello Stato sudanese è responsabile delle violenze compiute nel Darfur perchè protegge e nasconde gli esecutori materiali dei crimini.
Nel rapporto si chiede che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite faccia pressioni su Khartoum perché consegni i due sudanesi ricercati dal Cpi per crimini di guerra e contro l’umanità nel Darfur: Ahmed Haroun e Ali Kushayb. L’ambasciatore del Sudan presso l’ONU, però, si é mostrato contrario a collaborare sostenendo che il rapporto é fittizio e viziato. Non permetteremo a nessuno dei nostri cittadini di essere processato all’Aia.
I due ricercati avrebbero 51 capi d’imputazione di crimini di guerra e contro l’umanita fra omicidi, persecuzioni, torture, deportazioni e stupri.
Anche in questo caso, si tratta di notizie poco diffuse: l’informazione che abbiamo é quella che qualcuno seleziona e decide di dare…nessuno mostra la realtà … la costruisce soltanto.
Purtroppo.
Tag: cina, consiglio di sicurezza, crimini, darfur, genocidio, onu, petrolio, stati uniti, sudan
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