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Gianfranco Fini parla della leadership di Berlusconi e dei temi caldi della politica

Pubblicato il 3 novembre 2009 da Domenica

fini3-337x400 Gianfranco Fini parla della leadership di Berlusconi e dei temi caldi della politica

Gianfranco Fini non ha peli sulla lingua quando parla del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Alle domande che gli ha posto Bruno Vespa, nel suo libro, ha fornito risposte esplicite e lapidarie. “Talvolta” egli afferma “accade che Berlusconi confonda la leadership con la monarchia assoluta” e, pur riconoscendo che l’artefice della transizione italiana sia il premier aggiunge che “ bisogna mettersi d’accordo su che cosa s’intenda per leadership. Se la intendiamo come la intendono quasi tutti i vocabolari politici, non c’è nessuna discussione. Se la si intende, invece, come monarchia assoluta, allora no.”

Il Presidente della Camera ha espresso il suo pensiero anche sulle riforme che ritiene indifferibili, sui giovani che costituiscono la ‘ generazione F’, dove F sta per futuro, per i quali reclama un rinnovamento della cultura e del lessico della politica, sulla bioetica e, in particolare, sul caso Englaro.

“Talvolta” dice “ la politica è sorprendente non si interroga ad esempio abbastanza sul come frenare le morti sulla strada o le morti bianche nei luoghi di lavoro, poi però pretende di avocare a sé il diritto tremendo e assoluto di decidere della vita e della morte delle persone in stato vegetativo irreversibile, laddove sarebbe più giusto affidarsi alla volontà dell’essere umano che vi è direttamente coinvolto”.

altroquotidiano.it

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1 Commento a “Gianfranco Fini parla della leadership di Berlusconi e dei temi caldi della politica”

  1. Maurizio scrive:

    Si estende sul Cavaliere l’ombra della fine di Mussolini, che tutti prima inneggiavano perchè impauriti, e a cui poi tutti hanno voltato le spalle!Il cittadino Silvio Berlusconi è stato eletto deputato e non presidente del consiglio dei ministri: in questo incarico è stato posto per iniziativa del parlamento e del presidente della repubblica. La presenza del Suo cognome nel simbolo elettorale ha rilievo propagandistico – pubblicitario, aspetto questo finora non rilevante istituzionalmente. Queste poche righe per dire che l’onorevole Berlusconi potrebbe essere sostituito alla guida del governo da altra persona della sua stessa maggioranza. Chi governa legittimamente sulla base del voto, del 45% dei votanti, non puo’ pretendere di comandare su quella maggioranza del paese che non lo ha votato: deve governare, governare significa rispettare delle regole, il parlamento il paese, e’ diverso il governare dal comandare. E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!!

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