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Archivio della Categoria 'Giustizia'

Il Vaticano si schiera con Marcinkus: accuse infondate sul caso Orlandi

Martedì 24 Giugno 2008

Si divulgano accuse infamanti senza fondamento nei confronti di monsignor Marcinkus, morto da tempo e impossibilitato a difendersi ha sentenziato così il Vaticano .

Il Vaticano si schiera con Marcinkus: accuse infondate sul caso Orlandi

Le accuse mosse contro Marcinkus come il mandante del rapimento Orlandi feriscono profondamente il Vaticano che non perde tempo a replicare: La tragica vicenda della giovane Emanuela Orlandi è tornata d’attualita’ nel mondo dell’informazione italiana.

Colpisce il modo in cui ciò avviene, con l’amplissima divulgazione giornalistica di informazioni riservate, non sottoposte a verifica alcuna, provenienti da una testimonianza di valore estremamente dubbio.

Si ravviva cosi’ il profondissimo dolore della famiglia Orlandi, senza dimostrare rispetto e umanità nei confronti di persone che già hanno tanto sofferto. Si divulgano accuse infamanti senza fondamento nei confronto di mons. Marcinkus, morto da tempo e impossibilitato a difendersi.

Ma la verità ancora non si sà quale sia…

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Pubblicato in Giustizia, Italia| 1 Commento »

Financial Times: in Italia le toghe hanno troppo potere

Domenica 22 Giugno 2008

L’Italia fa bene a porre un freno ai suoi giudici, è quanto affermato da un editoriale pubblicato oggi nel Financial Times.

Financial Times: in Italia le toghe hanno troppo potere

L’articolo, che esce proprio in un momento di ripresa ‘guerra’ scoppiata tra Silvio Berlusconi e parte della magistratura italiana, analizza il lodo Schifani che garantisc l’immunità alle cariche dello Stato più alte, evidenziando come anche altri paesi europei, tra cui Germania, Spagna e Francia e la stessa Unione Europea, abbiano una certa forma di immunità.

Dopo Tangentopoli, si afferma nell’articolo, in Italia i giudici hanno raggiunto un livello di potere unico in Occidente, esercitando una sorta di reggenza giudiziaria sugli eletti dal popolo. Tale smisurato potere sarebbe dannoso per la democrazia.

E’ anche per questo motivo, si aggiunge, che gli italiani hanno ormai sempre meno fiducia nella giustizia.

Lo scopo dell’immunità non è dare ‘mano libera’ agli eletti, bensì proteggere il diritto degli elettori di essere governati dalle persone che scelgono democraticamente. Le accuse contro Berlusconi nascono da una disinteressata richiesta di giustizia, oppure dal desiderio di una certa parte dell’elite italiana di rovesciare una scelta popolare che non gli piace?…L’immunità potrebbe essere il modo migliore per proteggere gli elementi democratici di un governo democraticamente eletto, specialmente in un Paese dove la magistratura è altamente politicizzata.

Probabilmente il Financial Times non é al corrente dei trascorsi dei nostri politici; certo, i magistrati sbagliano, come sbagliano medici, architetti, e qualunque altro tecnico o specialista.
Ma i politici italiani, in Europa, si distinguono notevolmente.
E non per i pregi.

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Pubblicato in Giustizia, Italia, Politica| Nessun Commento »

Cecchi Gori arrestato per la terza volta. Lui dice: é un disguido

Mercoledì 4 Giugno 2008

Incredibile ma vero. Terzo arresto per Cecchi Gori accusato di bancarotta fraudolenta e lui, simpaticamente e ironicamente, dice che si tratta solo di un disguido.

Cecchi Gori arrestato per la terza volta. Lui dice: é un disguido

L’ex produttore cinematografico, nonché ex presidente della Fiorentina, Vittorio Cecchi Gori è stato arrestato per bancarotta patrimoniale ed è in isolamento nel carcere romano di “Regina Coeli”.

L’arresto è avvenuto in seguito ad un’ordinanza di custodia cautelare: si tratterebbe della conseguenza dell’inchiesta avviata dalla Procura di Roma sul fallimento della Cecchi Gori Group Fin.Ma.Vi e della Atrium Produktion.
State tranquilli, é certamente un disguido, é quanto dichiarato dall’imprenditore, mentre veniva accompagnato fuori dalla sua abitazione dagli uomini delle forze dell’ordine. Secondo quanto si apprende al momento dell’arresto l’ex produttore cinematografico era nel suo ufficio, a Roma.

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Pubblicato in Economia, Giustizia, Italia| Nessun Commento »

Rifiuti in Campania: polemiche e ancora spazzatura

Giovedì 29 Maggio 2008

La crisi in Campania sembra non avere mai fine; dopo la retata che ha prodotto 25 arresti, torna l’incubo di un’altra crisi ambientale.

Rifiuti in Campania: polemiche e ancora spazzatura

I fatti che si sono svolti in questi giorni, sono principalmente due: da un lato, appunto, gli arresti, con la relativa ordinanza, piena zeppa di intercettazioni che tirano in ballo in prima persona il sottosegretario Guido Bertolaso; dall’altro, “l’ala politica” della magistratura ha portato avanti un’infuocata assemblea e un conseguente documento della sezione distrettuale dell’Anm, che suona come una dichiarazione di guerra alle novità giurisdizionali previste dal decreto Berlusconi.
Il sindacato dei magistrati ha giudicato incostituzionale affidare alla Regione la competenza in materia di reati ambientali, nello specifico in capo alla sola Procura di Napoli.

Il vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania, Salvatore Ronghi ha affermato: Il piano per i rifiuti approvato dal Governo Berlusconi deve andare avanti, ma e’ scorretto attaccare la Procura della Repubblica per avere fatto luce su una questione gia’ nota, cioe’ che l’emergenza rifiuti in Campania e’ una ’sporca’ faccenda che non coinvolge solo la camorra.
Ha inoltre aggiunto: Insieme con tutto il centrodestra abbiamo plaudito alla magistratura quando lo stesso gruppo di magistrati che oggi conduce l’inchiesta che vede coinvolto il commissariato straordinario per i rifiuti decise l’incriminazione di Bassolino e dei dirigenti della Fibe; non capisco perche’, oggi, si vuole contestare quegli stessi magistrati che hanno fatto emergere un aspetto gravissimo dell’emergenza rifiuti che, da tempo, denuncio: il procurato disastro ambientale sta minando la salute pubblica dei cittadini campani e lo fara’ per i prossimi cinquant’anni.

Per Ronghi, dunque, occorre che la magistratura faccia la propria parte, garantendo la massima trasparenza affinchè i cittadini napoletani e campani sappiano a chi sono addebitabili le responsabilita’ del disastro del nostro territorio e dello spreco delle risorse finanziarie.

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In ricordo di Falcone nel giorno della sua memoria

Venerdì 23 Maggio 2008

Esattamente 16 anni fa il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della sua scorta morivano nell’attentato di mafia di Capaci.

falcone-mafia-stato-memoria-anniversario In ricordo di Falcone nel giorno della sua memoria

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio a Maria Falcone, presidente della Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone†nell’anniversario della strage, nel quale si legge: Un terribile attacco alle istituzioni dello Stato da parte della mafia. Al quale però lo Stato seppe reagire adeguatamente nel segno dell’unità. L’impegno e la partecipazione di allora non possono subire flessioni. Non è consentito ridurre il livello di attenzione rispetto alla mafia, un fenomeno pervasivo, pronto ad attuare le strategie più sofisticate per insinuarsi nella società minandone la vita democratica, la coesione e il progresso. In questo momento ogni deciso sviluppo nell’azione di contrasto da parte dei pubblici poteri va salutato e valorizzato.

Anche il ministro della giustizia, Angelino Alfano, ha ricordato il giudice scomparso, dichiarando Il Consiglio dei ministri ha varato misure di grande impatto nella lotta alla mafia e che ci consentono di completare il disegno di Giovanni Falcone.
Il guardasigilli ha sottolineato l’importanza delle misure di prevenzione che colpiscono il patrimonio dei mafiosi, rendendo più efficace l’incidenza e il peso delle confische dei beni mafiosi perchè prima passava troppo tempo tra la confisca e l’effettivo uso del bene.

Anche la sorella di Falcone si è espressa, sottolineando di essere a buon punto nella lotto contro Cosa Nostra. Da più di sei anni provo sempre una grande emozione nel trovarmi qui a ricordare Giovanni e Paolo quest’aula rappresenta per tutti noi italiani la caduta del mito dell’invulnerabilita’ della mafia e dell’imponibilita’ dei mafiosi, ha inoltre dichiarato.

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Berlusconi e Prodi testimonieranno al processo sul caso Abu Omar

Mercoledì 14 Maggio 2008

Il giudice del Tribunale di Milano Oscar Magi, ha deciso, su richiesta della difesa del generale Nicolò Pollari, ex direttore del Sismi e imputato con altri funzionari e 26 agenti della CIA sul processo Abu Omar, di ascoltare la testimonianza dell’attuale Presidente Silvio Berlusconi e di Romano Prodi.

abu-omar-processo-testimonianze-segreto-di-stato Berlusconi e Prodi testimonieranno al processo sul caso Abu Omar

Oltre ai due, saranno ascoltati anche i ministri della Difesa dei rispettivi governi, Parisi e Martino, così come gli ex sottosegretari con delega ai Servizi segreti, Gianni Letta ed Enrico Micheli.

La storia, ricordata dalla moglie di Abu Omar, si svolse così: So che fu avvicinato da uno che gli parlava in italiano, poi uscirono dal furgone in due, lo prelevarono tirandolo all’interno del mezzo.
A causa del segreto di Stato, però, non si potette procedere alle indagini.
Finalmente la svolta.

Ciò che adesso resta in sospeso, e di cui si deve attendere il verdetto della Corte Costituzionale, è la questione riguardante il conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato sollevato dal governo Prodi nei confronti della magistratura di Milano. Secondo quanto annunciato dal giudice Magi, infatti, un esito positivo renderebbe le testimonianze sostanzialmente inutili.

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I 5 punti del pacchetto sicurezza

Mercoledì 14 Maggio 2008

Il Ministro dell’ Interno Maroni, dopo aver incontrato il Sindaco di Milano Letizia Moratti, si è riunito a Palazzo Chigi con alcuni ministri proprio per parlare dell’argomento sicurezza .

maroni-sicurezza-immigrazione I 5 punti del pacchetto sicurezza

Sono stati resi noti, in tal senso, i cinque punti del pacchetto sicurezza, incentrati soprattutto attorno alla questione dell’immigrazione clandestina.

Il primo punto sarà il contrasto all’immigrazione clandestina; poi ci sarà la gestione dei rapporti con i paesi comunitari, Romania in testa, sulla base della direttiva Ue che prevede rimpatri dei cittadini comunitari che non hanno reddito o delinquono; il terzo punto riguarda la definizione del ruolo delle comunità locali nella prevenzione e contrasto della criminalità; ci saranno quindi le sanzioni penali, con l’individuazione di nuovi reati; infine ci saranno norme per la lotta alla criminalità organizzata, secondo quanto dichiarato dal Ministro Maroni.

Il Ministro delle Politiche Comunitarie Andrea Ronchi ha definito la riunione ottima e proficua e ritiene che dal decreto ne risulterà davvero una maggiore garanzia per la sicurezza.

Peccato aver messo all’ultimo punto la lotta alla criminalità organizzata, che in Italia rappresenta davvero una piaga non indifferente.

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