Birmania: una strage che si poteva evitare
Pubblicato il 9 Maggio 2008 da AnaIl ciclone Nargis che ha colpito recentemente la Birmania provocando più di 100 mila morti, sembra abbia causato un ingente numero di danni molto di più di quelli stimati sin adesso.

Shari Villarosa, ambascitrice degli Stati Uniti in Birmania dice:
“Le informazioni che abbiamo ricevuto indicano che le vittime potrebbe essere più di 100mila”. Tra queste vittime circa il 40 % sono bambini e molti di questi sono ancora dispersi.
A complicare la situazione già gravissima è la giunta militare al potere che sembra abbia ostacolato e continua ad ostacolare gli aiuti umanitari in termini sia materiali che umani.
Richard Horsey, portavoce dell’ufficio dell’Onu per il Coordinamento degli affari umanitari, ha spiegato molto bene la situazione di emergenza della Birmania:
“Stimiamo fino a un milione le persone al momento senzatetto e bisognose di immediata assistenza.Ci sono 41.000 dispersi, ma in tanti pensano che la maggior parte di queste persone siano morte.Una équipe ha visto migliaia di morti in una località con mucchi di corpi in decomposizione dopo il ritiro delle acque.”
Dal canto loro la giunta militare ha detto che accoglieranno gli aiuti ma con la clausola di negoziare ogni volta per rilasciare il visto di ingresso nel paese.
Questa situazione ha portato alla denucia da parte di Medici Senza Frontiere che dichiara di avere personale pronto ad aiutare ma fermo da due giorni in attesa di un ok da parte del regime.
Intanto sembra si sia diffusa la notizia secondo cui la presenza del ciclone sul quell’area era stata prevista già a dicembre 2007 e per questo era stato richiesto un piano di evacuazione opportuno che avrebbe senz’altro evitato la morte di più di 100 mila persone.
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